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Elezioni europee, "un risultato che genera ulteriore instabilità"

Rossini (Acli): “Vince chi ha puntato sui temi securitari, quando il vero allarme riguarda il tema del lavoro, la mancanza di sviluppo e di crescita inclusiva”. Amsi: “Forte preoccupazione. No all’uso dei simboli religiosi”. Arci: “Il risveglio non è stato dei migliori. La situazione è preoccupante”

27 maggio 2019

ROMA - "Il processo di integrazione europea continua”. Così il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, che commenta il risultato generale (con riferimento anche agli altri Paesi) delle elezioni europee. Sono poche le associazioni che, a caldo, hanno deciso di pronunciarsi sull’esito della consultazione. E i toni sono anche molto diversi tra loro.
Per le Acli, dicevamo, “il risultato delle elezioni europee mette in luce che i sovranisti sono in crescita ma che i partiti europeisti hanno tenuto, anche se la vera novità è l'exploit dei liberali e soprattutto dei Verdi, che hanno attratto il voto dei più giovani con una forte e legittima richiesta di attenzione per le questioni ambientali”.
In Italia, per il presidente delle Acli, “la vittoria della Lega e la crescita di Fratelli d'Italia rappresentano un chiaro spostamento dell’elettorato verso destra e un ribaltamento dei rapporti di forza interni al Governo che genera ulteriore instabilità in un momento ancora complicato dal punto di vista economico. Vince chi ha puntato sui temi securitari, quando il vero allarme riguarda il tema del lavoro, la mancanza di sviluppo e di crescita inclusiva. Il sorpasso del Pd sul M5S riapre una dialettica bipolare con un’opportunità, a sinistra, di aprire un cantiere per opporsi all’area di destra”.

Amsi: “Ha vinto chi parla alla pancia degli elettori”. “Ha vinto un'Italia che vuole seguire chi parla alla pancia dell'elettorato, un'Italia in cui aumentano la paura, i pregiudizi, le discriminazioni. La preoccupazione è forte e la sentiamo anche nelle comunità straniere, arabe e musulmane che sono sotto attacco continuo”. A parlare è Foad Aodi dell'Associazione medici stranieri in Italia (Amsi) che, insieme a Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia) e Umem (Unione medica euro-mediterranea), ha fondato Uniti per unire, un movimento internazionale transculturale e transprofessionale che raccoglie più di mille associazioni e comunità.
Uniti per unire lavorerà per una legge europea per l'immigrazione. “L'Italia ha fatto molto sull'accoglienza, ma negli ultimi anni tutte le proposte penalizzano la solidarietà e l'umanità – dice Aodi – e sono aumentate le discriminazioni verso gli immigrati, la situazione è peggiorata dopo il decreto sicurezza. E il decreto sicurezza bis ci preoccupa molto, soprattutto per le multe a chi salva vite umane. La preoccupazione è forte”.
E sull’uso dei simboli religiosi: “Le campagne elettorali devono essere democratiche, senza offendere nessuno, con un confronto pulito e i simboli religiosi vanno lasciati da parte – dice Aodi che si definisce un musulmano laico –. Come diciamo no all'Islam politicizzato e alle strumentalizzazioni che ne derivano, noi chiediamo di non usare la religione per fini politici e non dare alibi ai movimenti estremisti e terroristi”.

L’Arci e il ruolo delle associazioni.“. “Il risveglio non è stato dei migliori. La situazione è preoccupante”.  Così l’Arci, che in una nota a firma di Rossella Vigneri, presidente di Arci Bologna, commenta i risultati delle europee.
In Italia i “movimenti” non hanno avuto la stessa presa che in altri Paesi europei: basta guardare le percentuali ottenute dai Verdi in alcuni Stati (Germania, Irlanda e Francia) e il risultato italiano. “Su questo dobbiamo interrogarci e riflettere su quale deve essere il ruolo di associazioni come Arci”, dice Vigneri . L'invito, quindi, è a “reagire, mettendo insieme i pezzi - continua la presidente di Arci Bologna -, superando la logica del muoversi singolarmente per costruire un fronte comune”. E ripartendo dai territori. “Arci deve provare a svolgere una funzione di 'cerniera' e di dialogo tra le parti”.

 

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