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Carcere, guerre e scrittura: in un libro i racconti di migranti e detenuti

Si intitola "La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole" il volume realizzato dal Centro per l’Istruzione degli Adulti di Macerata, con la collaborazione della Casa circondariale di Ascoli Piceno. Raccoglie le vite di giovani migranti e di persone detenute, testimonianze di esistenze spezzate da scelte sbagliate o da un destino che ha scelto per tutti

02 giugno 2019

MACERATA - Le storie rinchiuse si sovrappongono ai viaggi della speranza, il desiderio di futuro al dolore delle guerre, il calore delle famiglie ai distacchi forzati. E’ così che dal deserto libico ti ritrovi a Togliattigrad, dalla Nigeria ad Agrigento, dal Bangladesh a San Paolo del Brasile. E’ così che i paesaggi e i sentimenti si alternano, senza mai perdere il filo, dando forma ai racconti. “La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole” è il libro che raccoglie le vite di giovani migranti e di persone detenute, testimonianze di esistenze spezzate da scelte sbagliate o da un destino che ha scelto per tutti.
Il volume rappresenta la fase conclusiva di un progetto realizzato dal Centro Provinciale

Copertina "la luna dietro le sbarre"

per l’Istruzione degli Adulti (Cpia) di Macerata e svolto per la maggior parte nella casa circondariale di Ascoli Piceno con l’obiettivo “di sviluppare un percorso di integrazione socio-culturale attraverso forme di scrittura partecipata – spiega la dirigente del Cpia, Sabrina Fondato -, che ripercorra, attraverso la memoria, i momenti più importanti della vita di queste persone. Le storie sono state raccolte tramite incontri, interviste e laboratori di scrittura con i detenuti e i migranti, che privilegiassero l’ascolto e l’empatia come atteggiamento da parte degli insegnanti promotori del progetto”.

“Nessuno tra quanti hanno accettato di raccontarsi, probabilmente, diventerà uno scrittore – sottolinea la dirigente – ma è stato importante che abbiano percepito distintamente di contare qualcosa. Per un momento i riflettori si sono accesi su di loro e hanno sentito di essere persone, delle quali a qualcuno importava”. Alla pubblicazione ha lavorato anche Nazzareno Cioni, docente di lettere nella casa circondariale, mentre la parte grafica è stata realizzata dall’insegnante Isabella Crucianelli. “Il tema di questo lavoro – spiega Cioni – non affronta le condizioni di vita dei detenuti o il percorso di espiazioni dal senso di colpa: le pagine di questo libro rappresentano semplicemente le voci di ricordi taciuti nel silenzio di giorni sempre uguali, custoditi nella propria memoria per permettere alla ‘coscienza infelice’ di tornare a essere protagonista di un sogno possibile”.

Pubblicato da Cromo Edizioni, il volume ha 211 pagine e raccoglie 6 racconti e 7 ricordi. La presentazione è firmata dall’ex direttrice del carcere di Ascoli Piceno, ora impegnata nella direzione dell’istituto di pena di Pescara, Lucia Di Feliciantonio. Tra le finalità della pubblicazione “accrescere la conoscenza della comunità scolastica intorno alle circostanze di vita che possono favorire episodi di devianza e rimuovere qualche pregiudizio nei confronti del diverso”. (Teresa Valiani)

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